La Regione finanzia il restauro di tre organi antichi tuttora in uso in Emilia-Romagna, con uno stanziamento complessivo di oltre 145 mila euro

La Regione finanzia il restauro di tre organi antichi tuttora in uso in Emilia-Romagna, con uno stanziamento complessivo di oltre 145 mila euro.

Il patrimonio di organi antichi tuttora in uso in Emilia-Romagna si arricchisce ulteriormente, grazie al restauro di tre preziosi strumenti finanziato dalla Regione con uno stanziamento complessivo di oltre 145 mila euro a parziale copertura delle spese.
Si tratta dell’organo a tre tastiere della Cattedrale di San Giorgio Martire di Ferrara, dell’organo a mantice della Chiesa di Santa Chiara a Pieve di Cento (Bo) e dell’organo a canne della Pieve di San Pietro di Roffeno di Vergato, sempre nel bolognese.

“Si tratta di un intervento molto importante al di lĂ  del valore economico, perchĂ© ci permette di salvaguardare strumenti che rappresentano esempi straordinari di arte e manifattura. Questi organi oggetto del restauro si trovano in importanti luoghi di culto del nostro territorio e fanno parte del patrimonio culturale delle rispettive comunitĂ – spiega l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori-. Per questo abbiamo ritenuto doveroso contribuire al loro mantenimento, perchĂ© tornino al loro splendore originario. Gli organi antichi sono diffusi nel territorio, anche in piccoli centri privi o carenti di vita culturale, e quindi offrono la possibilitĂ  di una politica culturale decentrata e democratica. Inoltre, il loro uso può qualificare le cerimonie religiose, dai battesimi ai funerali”.

Le tre convenzioni, in corso di stipula, prevedono che i lavori di restauro degli organi dovranno essere terminati, salvo proroghe motivate, entro il 31 dicembre 2024. Nel 2025 è prevista la loro restituzione alla comunità con eventi e rassegne.

L’organo a tre tastiere della Cattedrale di San Giorgio Martire di Ferrara
All’interno della Cattedrale di San Giorgio Martire a Ferrara, recentemente riaperta al culto dopo i lavori post-sisma, è custodito un grande organo a tre tastiere, costruito nel 1967 dalla ditta organaria padovana Fratelli Ruffatti. Realizzato per l’accompagnamento del canto liturgico, l’organo necessita di un importante intervento di restauro necessario per il ripristino del suo funzionamento, stimato in oltre 124mila euro.  Per questo la Regione ha deciso di assegnare al “Capitolo della Cattedrale di Ferrara”, ente deputato alla conservazione dei beni costuditi al suo interno, la somma di 70mila euro, a parziale copertura delle spese.

L’organo a mantice della Chiesa di Santa Chiara a Pieve di Cento (BO)
Nella Chiesa di Santa Chiara a Pieve di Cento (BO), di proprietĂ  dell’Azienda USL di Bologna, è custodito un organo a mantice, costruito da un organaro di scuola Traeri o dai Traeri stessi nel 1687. Collocato sopra la porta maggiore d’ingresso, è di notevole interesse storico e musicale in quanto integro nelle sue parti foniche e con altri importanti elementi originali, ma attualmente non funzionante. L’intervento di ripristino, stimato in 65.714 euro, sarĂ  interamente finanziato dalle Regione Emilia-Romagna tramite una convenzione con il Comune di Pieve di Cento, che detiene la Chiesa in comodato.

L’organo a canne della Pieve romanica di San Pietro di Roffeno
La Pieve romanica di San Pietro di Roffeno, risalente al 1155, è situata nel Comune di Vergato (BO) e di proprietĂ  della Parrocchia di San Pietro di Pieve di Roffeno, nella Diocesi di Bologna. Riconosciuta bene di straordinario valore storico, artistico, religioso e culturale, tra i piĂą antichi e rilevanti del territorio della diocesi, al suo interno custodisce un organo a canne del Verati del 1850, di grande valore sia storico che artistico, costruito secondo lo stile classico dell’organaria emiliana. Gravemente danneggiato nel corso dell’occupazione nazista del 1944, l’organo necessita di un importante intervento di conservazione e restauro, finanziato dalla CEI e dalla Parrocchia di San Pietro della Pieve di Roffeno, a cui si aggiunge il contributo di 10mila euro della Regione Emilia-Romagna e di alcuni soggetti – Fondazione del Monte, Fondazione Carisbo, Illumia – finalizzato in particolare al ripristino delle canne dell’organo.

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